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Reference Range WeeklyNumero 4
Piccole cellule di grasso bruno luminose, color ambra, tra cellule adipose chiare più grandi, con una tenue griglia da scansione su toni caldi e grigi.
Approfondimento di ricerca

Il grasso bruno in 100.000 vecchie scansioni è associato a meno diabete e depressione

Il grasso bruno funziona da riscaldamento per l’organismo: anziché accumulare energia, la consuma per produrre calore. A lungo si è pensato che gli adulti ne avessero pochissimo e per cercarlo di solito serve una scansione dedicata. Un gruppo che pubblica su Nature ha scelto un’altra strada: riutilizzare immagini già presenti nell’archivio di un ospedale.

Il Memorial Sloan Kettering Cancer Center usa la PET-TC per individuare tumori. La componente PET impiega un tracciante che mostra dove i tessuti assorbono zucchero; anche il grasso bruno attivo lo assorbe. I ricercatori hanno raccolto le scansioni di 101.243 pazienti. Circa l’8,8%, cioè 8.897 persone, aveva grasso bruno rilevabile; un metodo assistito dall’intelligenza artificiale ne ha misurato l’attività in 8.709 di questi pazienti.

Hanno poi collegato le immagini alle cartelle cliniche. Tenendo conto di età, sesso, indice di massa corporea, temperatura esterna il giorno della scansione e altri fattori, la presenza di grasso bruno era associata a odds di diabete di tipo 2 inferiori alla metà, con un odds ratio di 0,42. Per la cardiopatia ischemica cronica, in cui le arterie ristrette riducono l’apporto di sangue al cuore, l’odds ratio era 0,53. L’associazione si estendeva agli episodi depressivi, con 0,68, e ai disturbi d’ansia, con 0,78. Su 511 diagnosi esaminate, 98 conservavano un’associazione significativa dopo gli aggiustamenti e 92 erano meno frequenti in chi aveva grasso bruno.

Un indizio inatteso è emerso dagli elenchi dei farmaci: chi assumeva losartan, un comune antipertensivo, aveva più probabilità di avere grasso bruno rilevabile. In cellule coltivate e nei topi, il losartan ne aumentava la produzione di calore. È un motivo per studiare il farmaco, non una dimostrazione di effetti sul grasso bruno umano. Gli esperimenti sui topi impiegavano soltanto maschi e non è stato condotto alcuno studio clinico nell’uomo.

Il disegno ha diversi limiti. Tutti i pazienti provenivano da un solo centro oncologico: il cancro o le cure potrebbero influenzare sia il grasso bruno sia altre diagnosi. Le scansioni non erano state precedute dall’esposizione al freddo, che normalmente ne attiva il metabolismo, e quindi probabilmente non ne rilevavano la presenza in molte persone. Il tracciante misura l’assorbimento di zucchero, che potrebbe non corrispondere alla capacità di produrre calore. Un ricercatore esterno, citato nell’articolo di Nature che accompagna lo studio, ritiene necessari altri lavori per stabilire se il grasso bruno causi questi benefici. Potrebbe semplicemente rimanere più attivo negli organismi più sani: queste scansioni non distinguono le due possibilità.

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Fonti

I titoli delle fonti sono riportati nella lingua di pubblicazione.

Reference Range Weekly offre informazioni generali. Non fornisce consigli, diagnosi o trattamenti medici.