
Circa 1 statunitense su 4 tra gli intervistati ha ammesso di aver finto o esagerato sintomi per avere antibiotici
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Basta chiedere apertamente se si è mai forzata un po’ la verità per ottenere antibiotici: in molti rispondono di sì.
In un sondaggio online condotto quest’anno su 959 adulti statunitensi, 268 persone, circa il 28%, hanno dichiarato di aver descritto in modo non veritiero i propri sintomi a un operatore sanitario per ottenere questi farmaci. Alcune avevano esagerato sintomi che avevano davvero (26%), altre se li erano inventati (circa il 17%). I sintomi più spesso alterati erano quelli da raffreddore, e di solito la cosa funzionava: il 77% di chi l’aveva fatto ha detto di esserci riuscito almeno una volta.
Lo fanno anche i genitori. In un sondaggio parallelo su 236 genitori e tutori, 63 (circa il 27%) hanno dichiarato di aver alterato i sintomi di un figlio, e l’87% di loro ha detto di esserci riuscito almeno una volta.
Le ragioni sembrano più frustrazione che calcolo. La maggior parte ha detto di sentirsi davvero male, di credere che solo gli antibiotici potessero aiutare o di dover tornare ai propri impegni. Alterare i sintomi era più comune tra gli adulti più giovani, tra chi aveva spesso l’impressione che gli operatori sanitari non prendessero sul serio i suoi sintomi, tra chi aveva bisogno di aiuto per leggere materiali sanitari e tra chi riteneva che la resistenza agli antibiotici fosse una bufala. Saperne di più sugli antibiotici si associava a una probabilità più bassa di farlo. Circa il 29% ha detto di essersene pentito.
Gli antibiotici non necessari possono causare effetti collaterali e alimentare la resistenza, e questi sondaggi suggeriscono che parte dell’uso eccessivo nasca da pazienti che non si sentono ascoltati. I numeri hanno però limiti concreti. Entrambi i sondaggi si sono basati su panel online anziché su campioni casuali, quindi le percentuali potrebbero non valere per l’intero Paese, e le risposte autodichiarate possono essere distorte in un senso o nell’altro. Il disegno dello studio, inoltre, non permette di stabilire che cosa causi questo comportamento.
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Fonti
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